lunedì , 17 febbraio 2020
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Blasioli Commissione a Bussi: “Dopo nostre segnalazioni riparte la messa in sicurezza. Serve bonifica di tutti i siti inquinati e inquinanti”

Bussi – “Il sopralluogo di oggi della Commissione regionale d’inchiesta nello stabilimento attivo della Società Chimica Bussi e nelle aree delle discariche dove sono stoccati i rifiuti che attendono da 12 anni ormai la necessaria bonifica, è stato utile e importante: perché i consiglieri si rendessero conto dei luoghi di cui ormai da mesi parliamo e perché avessero una cognizione tangibile della gravità della situazione per la salute delle comunità ricomprese nel Sito d’Interesse Nazionale e dell’ambiente”, così il consigliere regionale PD Antonio Blasioli alla fine della trasferta dell’organismo presieduto da Giovanni Legnini.

“L’impatto con siti dove non tutto ciò che inquina è ad ogg in sicurezza, è stato di certo forte per tutti – sottolinea Blasioli – La presenza istituzionale e l’attenzione che l’autorevolezza del Presidente Giovanni Legnini ha saputo suscitare con il lavoro della Commissione è un risultato importante, come lo è di certo anche la manutenzione delle attività di messa in sicurezza nelle aree limitrofe alla Turbogas, che è ripresa a seguito alle mie prese di posizione pubbliche. Ed è proprio grazie al mio appello per il ripristino del capping divelto in una delle aree messe in sicurezza da Solvay, che la Edison ha oggi annunciato che a giorni procederà per reintegrare il manto di copertura: misure di emergenza che impediscono che le sostanze tossiche si disperdano nel terreno, nell’aria e nell’acqua, contaminandole, com’è accaduto in tutti questi anni.

La disponibilità a procedere da parte di Edison, ad oggi unico soggetto riconosciuto come inquinatore, è giunta lo scorso 3 dicembre, immediatamente dopo la mia missiva del 26 novembre al Ministero dell’Ambiente che ha smosso acque ferme da troppo tempo e in cui lamentavo la situazione di abbandono del capping e il gravissimo risvolto che tale inerzia aveva per la salute dei cittadini e per l’ambiente di Bussi. Adesso veglieremo perché le operazioni si svolgano in tempi brevi, come annunciato. Ma è urgente, ora più che mai, usare questa attenzione sulla Commissione, per far decollare la bonifica.

Dalla scoperta delle discariche sono passati ormai più di 12 anni, tempo che scandisce l’attesa dell’avvio di una bonifica che deve essere solo appaltata da parte del Ministero competente, ma necessaria, perché nel frattempo, come hanno detto a chiare lettere i tecnici dell’Arta sia in commissione che oggi e quelli che collaborarono con l’ex Commissario Goio che operò le prime e uniche azioni sui siti, la situazione continua ad essere grave, i veleni di Bussi contaminano ancora terreni, acque e aria e, soprattutto, l’area dove c’è la maggiore e più letale concentrazione di sostanze, quella delle discariche 2A e 2B, che è ad oggi priva di ogni tipo di cautela.

Operare è fondamentale, Bussi ha diritto di liberarsi da un’ipoteca così grande e grave sul suo presente e sul suo futuro e di veder rinascere e reindustrializzarsi i siti dove giacciono i veleni”.

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