domenica , 18 Aprile 2021
La percentuale di decessi a livello provinciale rilevati nel periodo 01.03.2020-30.04.2020 rispetto alla baseline riferita al medesimo periodo. Dati INPS

Covid 19: Rifondazione sui dati Inps “metà dei casi positivi in Abruzzo appartengono alla provincia di Pescara”

Pescara – In una nota stampa Corrado Di Sante segretario provinciale di Pescara del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea rileva come la provincia di Pescara sia la prima provincia del centro-sud per rapporto tra numero di contagi e popolazione quasi 48 persone contagiate ogni 10.000 abitanti, un dato preoccupante quando leggiamo che in Italia si colloca tra le prime 40 province, precisamente al 36° posto, superando province di Toscana, Emilia Romagna e Veneto molto più vicine ai primi focolai di contagio.

La provincia di Pescara secondo i dati elaborati dall’Inps, ha anche un altro primato negativo, presenta il maggior incremento di decessi tra marzo e aprile rispetto alla media dei decessi attesi negli ultimi anni. L’incremento si colloca tra il 30% e 50% in più. Una vera e propria anomalia tra le province del centro-sud, che allinea Pescara agli andamenti di mortalità delle province più colpite del centro e del nord.

 

«Le connessioni di Pescara con Milano e Bologna non bastano a spiegare questi dati». Commenta Di Sante secondo il quale va indagato cosa non ha funzionato nella politica dei tamponi, nella messa in sicurezza dei presidi ospedalieri e delle residenze sanitarie, nell’isolamento domiciliare dei positivi, insomma nella gestione dell’epidemia, ma non solo. «C’è una connessione –chiede il segretario PRC– tra i dati di inquinamento atmosferico della nostra provincia e dell’area metropolitana di Pescara, anche questi allineati con le città della pianura padana, con i numeri della pandemia? C’è un legame con la disarticolazione dei presidi ospedalieri territoriali e tutta la pressione sanitaria concentrata sull’ospedale Santo Spirito? Ha influito l’evento con Elettra Lamborghini con centinaia di persone assiepate al centro commerciale Porto Allegro a Montesilvano lo stesso giorno in cui si chiudevano le scuole? Ha influito il ritardo con cui è stata istituita dalla Regione la zona rossa nell’area vestina?»

“È necessario dare delle risposte a questi interrogativi,
fugare ogni zona d’ombra, tutelare al massimo e prioritariamente tutti gli operatori sanitari,
ed essere pronti e attrezzati per affrontare al meglio
la probabile recrudescenza del virus in autunno” C.D.S.

 

«Impariamo dagli errori, rivediamo nel profondo le nostre scelte quotidiane. È desolante  –incalza il dirigente PRC– che politicanti e sindaci invece di indagare sulle ragioni di questi primati negativi siano occupati nella ottusa gara delle riaperture, passati nottetempo da minimizzatori del virus a sceriffi, da sceriffi al “tana libera tutti”.   Sicurezza sanitaria e sociale, ovvero sicurezza del reddito per tutti, devono rimanere priorità e ridisegnare l’agenda politica, altrimenti si rischia seriamente di riaprire per chiudere definitivamente. È urgente estendere e allargare le maglie del reddito di cittadinanza, serve una misura universale e incondizionata per il reddito, per superare questa nuova crisi, (il reddito di emergenza è un pannicello caldo). Vanno usate le risorse della Banca Centrale Europea, al posto di strumenti finanziari come il Mes che rischiano di indebitarci, e non è più rimandabile una semplice misura ridistributiva, di giustizia sociale, tassando fortemente i grandi patrimoni superiori al milione di euro nel rispetto del dettato della Costituzione».

 

 

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