venerdì , 27 Novembre 2020

Ripartono i lavori in Via Liguria, nonostante la sentenza di sospensiva. Protestano i residenti -VIDEO

Montesilvano – Amaro risveglio stamattina per gli abitanti di Via Liguria. Neppure il tempo di gioire ieri per l’accoglimento dell’appello  e dell’istanza cautelare in primo grado – che con ordinanza della quarta sezione del Consiglio di Stato sospende gli effetti del permesso a costruire impugnato – che già stamattina alle prime luci dell’alba hanno visto continuare i lavori sulla palazzina di Via Liguria n. 5. Allertati dalle segnalazioni dei cittadini, i consiglieri Comunali di opposizione del movimento 5 Stelle, Gabriele Straccini e Paola Ballarini, con il deputato Andrea Colletti e la consigliera PD, Romina Di Costanzo, si sono recati sul posto, anche se nel frattempo i lavori erano stati prontamente interrotti. Avvertiti anche vigili urbani, con una notifica pec, e i Carabinieri che sono accorsi in sopralluogo.

All’origine dei malumori degli abitanti della stretta traversa perpendicolare al lungomare, i lavori di realizzazione di un palazzo di cinque piani che sorgerà al posto di un’abitazione a un unico livello. I cittadini esasperati dagli innumerevoli disagi della via, per allagamenti, carenza di adeguati marciapiedi, si sono organizzati in un  comitato sollecitando più volte l’amministrazione comunale a interrompere i lavori della palazzina e a fare un passo indietro sul permesso a costruire rilasciato dagli uffici  e chiedendo la realizzazione di un impianto di raccoglimento delle acque per scongiurare il continuo rischio di allagamenti. 

 “E’ veramente  assurdo – commenta il Consigliere Gabriele Straccini (M5S) – come questa amministrazione abbia rilasciato a gennaio di quest’anno un permesso a costruire con demolizione di una villetta unifamiliare degli anni 60 per la ricostruzione di un palazzo di 5 piani, più piano garage, per un totale di 12 appartamenti e un volume di cemento che passa da 492 metri cubi a 6000, continuando la tradizione di cementificazione e aumento di cubature, senza valutare idonei standard e servizi. Un modo di fare che continua indisturbato, nonostante ci sia stata una sentenza che sospende i lavori per approfondimenti ulteriori. Già gli uffici comunali avevano prodotto alla ditta un’autorizzazione a proseguire i lavori fuori orario nulla perché non firmata dal Dirigente, fornendo un vantaggio nell’accelerare il cantiere in vista del pronunciamento del Tar presentando una situazione di fatto già avanzata”

“Nonostante la sentenza a sospendere –interviene la capogruppo penta stellata Paola Ballarini – addirittura il sabato all’alba si proseguono i lavori. Abbiamo tentato di chiamare il Comando di Polizia Municipale più volte da stamattina, appena allertati dai cittadini, per segnalare quanto stava accadendo e sollecitare un sopralluogo, ma di fronte ad un facs che si azionava alla fine abbiamo optato per una notifica pec”.

 “E’ grottesco –aggiunge la consigliera dem Romina Di Costanzo – che gli abitanti per essere ascoltati sui loro diritti debbano adire le vie legali, ed è ancora più grave che di fronte ad un’ordinanza di sospensiva rilasciata ieri dal Consiglio di Stato, prima dell’esame di merito, stamattina ci si affretti a perseverare al completamento dei lavori. E’ necessario scardinare un sistema urbanistico tipicamente locale che, in deroga alle norme nazionali, permette che si realizzino scempi simili che prevedono consistenti incrementi volumetrici senza nulla concedere in materia di standard alla via. Una via angusta a doppio senso di marcia che manca dei minimi requisiti di sicurezza stradale in termini di marciapiedi, parcheggi e ampiezza di carreggiata e soprattutto carente di un sistema di raccoglimento delle acque bianche e nere e pertanto soggetta a continui allagamenti – e ieri ne è stata la riprova. Una situazione grave rispetto alla quale avevamo informato anche il nostro senatore della Repubblica, Luciano D’Alfonso, il quale lo scorso agosto aveva inviato una lettera sia al Prefetto di Pescara che al Direttore degli uffici del Settore distrettuale Autorità di Bacino, per sottoporre alla loro attenzione la situazione riguardante l’impianto per i reflui acque nere e acque bianche, per il quale il Comune finalmente si è impegnato con l’ultimo bilancio a stanziare circa 150 mila euro”. 

“La situazioni allagamenti – conclude l’onorevole penta stellato, Andrea Colletti  – è davvero grave come testimoniano diversi dei cittadini. Occorre intervenire su una situazione comune ad altre vie della città, che si caratterizza per i suoi permessi laschi a costruire, che con concedono in barba alle norme nazionali considerevoli aumenti di cubatura, senza servizi minimi. Il proseguimento dei lavori stamattina è davvero un fatto grave e ora c’è una denuncia ai carabinieri che dovranno verificare cosa è successo e eventualmente sanzionare la ditta costruttrice”. 


DI SANTE PRC “PLAUSO ALLA TENACIA DEI RESIDENTI, DIFENDONO INTERESSE COLLETTIVO”

«Il Consiglio di Stato ieri venerdì 20 novembre, mentre Via Liguria finiva di nuovo sotto’acqua, ha accolto la richiesta di sospensiva del cantiere avanzata da residenti dall’Associazione Prospettiva Futura  e dal Comitato di Quartiere “Saline Marina Pp1”. Il Tar Abruzzo dopo la prima sospensiva del 27 luglio scorso, il 14 settembre dopo l’istanza della Ribes Costruzione aveva riattivato il cantiere, rigettando la richiesta di sospensiva avanzata dei cittadini. Ora il Consiglio di stato mette la parola fine. I lavori in Via Liguria vanno fermati in attesa del giudizio di merito, sul rilascio del permesso di costruire A20-01 del 7 gennaio 2020 da parte dell’amministrazione di centrodestra, nonché sull’art. 27 del Regolamento Edilizio del Comune di Montesilvano. Ci auguriamo che il Tar accolga richieste dei cittadini e si ponga fine all’uso spregiudicato dei regolamenti edilizi cittadini e all’indecente sommatoria di premialità volumetriche in spregio a cambiamenti climatici e carichi urbanistici insostenibili.

È incredibile che i cittadini per difendere l’interesse collettivo debbano ricorrere prima al Tar e poi al Consiglio di Stato, affrontare cospicue spese, avere come controparte l’amministrazione comunale, per salvaguardare il futuro della città ostaggio di amministratori sordi e miopi, degli  “stregoni del cemento” e dell’ “urbanistica miracolosa” . A questi cittadini va fatto un plauso per la tenacia dimostrata. Al contrario del sindaco De Martinis e dell’assessore Aliano, sono i cittadini a battersi per una Montesilvano più bella, più verde e più vivibile.  

In Via Liguria per la seconda volta è stato rilasciato un permesso a costruire  che consentirebbe al costruttore di realizzare al posto di un villino unifamiliare degli anni 60  un palazzo di 5 piani, più il piano riservato ai garage, per 12 appartamenti, un volume di cemento che passerebbe da 492 metri cubi a quasi 6000, su una strada di pochi metri priva di marciapiedi che ad ogni pioggia come accaduto ieri, finisce sott’acqua. Sui social i residenti hanno pubblicato  video e foto emblematiche con la strada allagata e il cemento nuovo in arrivo. Operazioni simili sono state autorizzate, sempre in zona mare, già una volta in Via Liguria, più volte in Via Romagna, in Via Calabria, in Via Danimarca: altro che recupero urbanistico è pura speculazione, fuori dal tempo, socialmente e ambientalmente insostenibile.

Nel motivare la sentenza il Consiglio di Stato scrive “Considerato, soprattutto in relazione ai profili relativi al computo o meno della volumetria dei sottotetti, di accogliere l’appello cautelare ai fini di mantenere res adhuc integra la controversia fino all’esame di merito”. A Montesilvano è pratica consolidata, una furbesca interpretazione della  Legge Regionale 40-2017 per il recupero ai fini abitativi ed economici di vani accessori, come garage, cantine, soffitte, ripostigli, interrati, anche per le nuove costruzioni. Può capitare, e sono già diversi i casi, che ad esempio, un sottotetto che nel permesso a costruire rilasciato dal comune era stato dichiarato inabitabile in sede di progetto, e quindi escluso  dal calcolo della cubatura e di altri parametri urbanistici (un vantaggio per il costruttore), subito dopo , con una seconda richiesta del costruttore sempre al medesimo ufficio urbanistica del comune, sfruttando la legge regionale, diventi un attico vista mare abitabile, uno o più  appartamenti veri e propri. Un doppio regalo di volumetrie, indecente e furbesco, perché se il progetto iniziale avesse previsto al posto di un sottotetto inabitabile, un appartamento, il comune avrebbe negato il permesso a costruire o sarebbe stato molto più oneroso per il costruttore, sia in termini monetari sia in termini di standard da garantire alla collettività, realizzare il progetto».

Le osservazioni sono di Corrado Di Sante, segretario provinciale PRC-SE Pescara che ha anche invito in redazione una foto dove si mostra come si presentava via Liguria nel 2008, “ora al posto dello scheletro nel cerchio nero –spiega Di Sante– c’è un palazzo di 5 piani e vari appartamenti, l’area nel cerchio rosso è invece oggetto del ricorso dei residenti, è già in essere l’area di cantiere, sono stati alzati frettolosamente diversi piani dei 5 previsti più i garage , per un totale di 12 appartamenti al posto di un singolo villino unifamiliare”.

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