giovedì , 18 Aprile 2024

Legge ‘Nuova Pescara’: voto contrario da PD e 5 Stelle

Pescara – Approvata oggi in Consiglio regionale la norma che modifica l’originaria legge istitutiva della Nuova Pescara, ad opporsi i Consiglieri regionali del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle che hanno lamentato il ritardo della Giunta sulla fusione dei comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore. Un ritardo reiterato che dal 2019 ha precluso la nascita della Nuova Pescara nel 2024 facendolo slittare al 2027.

iL PD “un danno ai cittadini che si sono espressi col referendum. La fusione resta ancora tutta da vedere

Il Gruppo Regionale del Partito Democratico ha espresso oggi voto contrario sul progetto di legge che modifica l’originaria legge istitutiva della Nuova Pescara. E questo malgrado l’accoglimento di parte delle proposte che avevano avanzato nel corso delle audizioni svolte in Commissione. 

Le proposte dei Dem che sono state accolte sono per l’inserimento tra le condizioni per lo slittamento al 2027 dell’adozione dello statuto entro il prossimo 30 settembre, «aspetto che per noi costituisce un passaggio fondamentale per accelerare il processo di fusione, sensibilizzare la cittadinanza e agevolare l’associazione delle funzioni».
La possibilità per i Comuni di impiegare i fondi preventivati – che restano di 300mila euro, ma non più divisi in due tranche da 150mila euro, bensì in una di 200mila e un’altra da 100mila – «anche per ricorrere a esperti esterni allo scopo di giungere ad uno statuto adeguato ed efficiente», L’eliminazione di qualsiasi ipotesi di discrezionalità da parte dei Presidenti di Consiglio e Giunta Regionale in merito al rinvio al 2027, i quali, rispetto alla prima stesura della legge, avranno esclusivamente la facoltà di prendere atto del lavoro di accertamento svolto dagli uffici. Infine la costituzione – ai fini di una maggiore trasparenza – di un albo dei sostenitori, aperto ad associazioni, singoli cittadini e portatori di interesse, che potranno iscriversi in un’apposita sezione dei siti istituzionali e saranno invitati, almeno una volta l’anno, alla conferenza dei capigruppo per essere aggiornati in merito al percorso di fusione. 

«Modifiche che tuttavia non giudichiamo sufficienti, –hanno chiarito i consiglieri del PD– poiché avremmo preferito che lo statuto, una volta approvato, non potesse essere più modificato fino all’istituzione della nuova municipalità in caso di rinvio al 2027. Avevamo inoltre richiesto che la Regione procedesse alla nomina di un certo numero di coordinatori – scelti tra i dirigenti e i responsabili di servizio dei tre comuni, dunque esperti di macchina amministrativa – di cui avvalersi nella difficile fase di gestazione. 
Ma la nostra contrarietà in sede di voto è legata innanzitutto al metodo. L’affannosa maratona odierna in Consiglio Regionale, che ha portato all’approvazione di una legge costituita da quasi 50 commi concentrati in un unico articolo, avrebbe potuto essere evitata. Molti degli emendamenti presentati nella giornata di oggi erano infatti gli stessi proposti in Commissione, ed è proprio in quella sede che sarebbe stato preferibile giungere ad un accordo. Purtroppo è mancata la volontà di approdare in maniera ordinata ad una legge condivisa, sia per motivi politici che per mancanza di tempo, a causa del grave ritardo accumulato in questi anni, che ha di fatti precluso la nascita della Nuova Pescara nel 2024. La consiliatura è iniziata nel 2019, perché si sono persi quattro anni per la nuova legge?»

Pettinari (M5S) “ingarbugliata matassa normativa”

“Benvenuti alla sagra dell’ipocrisia”. Sintetizza così il Vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari, l’approvazione della norma sulle Disposizioni per l’istituzione del Comune di Nuova Pescara, avvenuta oggi in Consiglio regionale con il voto contrario anche del M5S . “Un’opera di ingegneria politica – continua –  che oggi il centrodestra si impegna a celebrare come “grande risultato”. Il testo, però, butta fumo negli occhi a cittadini e amministratori comunali e non è altro che la certificazione di un enorme ritardo di questa Giunta sulla fusione dei comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore. Siamo riusciti comunque, con senso di responsabilità, a correggere un po’ il tiro di una norma che era completamente sbagliata e che nasconde tra le sue righe un’ingarbugliata matassa normativa che renderà il processo di fusione tutt’altro che fluido. La verità è che il popolo si è espresso quasi dieci anni fa attraverso il referendum del 2014 e a oggi si dovranno aspettare altri 4 anni prima di dar voce a quella richiesta. C’è poco da festeggiare, a perdere non è solo la città di Pescara ma l’intero Abruzzo ” conclude.

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