giovedì , 25 Luglio 2024

Da For you APS a Collecorvino un incontro sulla terza età presso il Convento di San Patrignano

Il progetto “Prima gli Anziani” prevede la realizzazione di alcuni momenti di incontro ed ascolto attraverso seminari pensati per gli anziani allo scopo di contrastare la solitudine e di promuovere la socializzazione e l’aggregazione, offrendo risposte ad una fascia consistente di persone che non necessitano di servizi sanitari ed assistenziali. Con l’attuazione del progetto, si persegue il ben-essere di una fascia fragile della popolazione, benessere inteso non come mancanza di malattia, ma come condizione di persona – parte della rete di comunità. Il progetto riconosce il bisogno di aiuto della persona anziana nell’affermare il suo diritto all’inserimento sociale e promuove azioni positive finalizzate ad incoraggiare le esperienze aggregative e a mantenere una vita sociale attiva.

PERCHE’ IL PROGETTO

Motivazioni

Recenti ricerche sociologiche hanno evidenziato la necessità di un approccio in positivo al problema anziani, i quali vengono esclusivamente considerati portatori di “bisogni passivi” cioè di bisogni assistenziali e sanitari, confinandoli al di fuori della società e separandoli di fatto dal contesto sociale di cui in realtà sono parte integrante.

Bisogna invece considerare anche i loro “bisogni attivi” di partecipazione, di socializzazione e protagonismo, rafforzando la solidarietà e la relazionalità e contrastando i meccanismi di espulsione del tessuto familiare e sociale.

Relativamente alla condizione anziana, è da tener conto che non esiste solo una non autosufficienza fisica: oggi è sempre più diffusa,nell’attuale sistema di relazioni intergenerazionali, una non autosufficienza sociale, determinata dalla mancanza di ruolo, dalla solitudine, dall’angoscia per il futuro e dalla debolezza della rete solidale.

Quindi sono senza alcun dubbio necessari ed indispensabili interventi di istituzioni  pubbliche e private volti a sostenere i casi di non autonomia e la domiciliarità, ma altrettanto utili si rilevano le iniziative finalizzate ad attivare processi di integrazione e di inclusione.

CONTESTO TERRITORIALE

L’esperienza iniziale relativa al progetto “Prima gli Anziani” è ricompresa nella Provincia di Pescara e nel Comune di Collecorvino. In particolare, nell’ambito della provincia di Pescara l’ambito territoriale del progetto è rappresentato dal comune facente parte dell’ECAD n. 19.

Le attività si svolgeranno nelle sedi e spazi messi a disposizioni dal Comune di Collecorvino.

Collecorvino è un Comune italiano della Provincia di Pescara ed è situato a m 253 su di una collina delimitata dalla vallata del Tavo, da cui si gode un bel panorama che abbraccia monti e mare.

Il comune si estende su un’area di 30,2 Kmq e conta 5.961 abitanti dall’ultimo censimento della popolazione. La densità di popolazione e’ di 195,8 abitanti per Kmq .
Di questi sono oltre 1.000 gli over 65, gli ultra 75 enni sono circa 900. Una consistente percentuale di anziani e’ anagraficamente sola. Sono molti gli anziani che risultano essere unici componenti del proprio nucleo familiare, perchè celibi nubili o vedovi o divorziati.

La condizione di solitudine e la mancanza spesso di una rete parentale, li espone ad ogni difficolta’, poiche’ e’ proprio nella quarta eta’ che, di norma, si verifica il passaggio alla non autosufficienza o comunque ad una limitazione dell’autonomia.

Per sostenere gli anziani non autonomi, il Comune ha gia’ programmato ed avviato interventi di tipo  socio – assistenziali finalizzati ad offrire aiuto per le esigenze primarie , aiuto alla persona e aiuto domestico; si rendono pero’, necessarie anche ulteriori iniziative di pari importanza, di tipo aggregativo e socializzante, volte a migliorare la qualita’ di vita e a contenere il malessere dovuto alla mancanza di legami e di relazioni sociali.

ESIGENZE E BISOGNI INDIVIDUATI E RILEVATI A LIVELLO REGIONALE TERRITORIALE

  1. Salute e benessere:assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età;
  1. Contrasto alle solitudini involontarie specie nella popolazione anziana attraverso iniziative e percorsi di coinvolgimento attivo e partecipato: il progetto ha individuato, nell’ambito del territorio di riferimento le esigenze e i bisogni della popolazione anziana e delle loro famiglie anche a seguito del forte impatto provocato dalla pandemia da Covid-19.

La solitudine nelle persone anziane è aumentata a causa dell’isolamento  dovuto al lockdown da Covid. La popolazione anziana, in particolare, ha subito un isolamento sociale che ne ha modificato gli stili di vita quotidiani in particolare limitando o inibendo l’uscita dalle proprie abitazioni, la socialità, le visite mediche, interrompendo di fatto la prevenzione e la cura di molte patologie diverse dal Covid-19.

Da recenti studi realizzati da società nazionali di geriatria, le persone anziane di fronte alla comparsa del Covid 19 hanno aumentato le proprie fragilità e il rischio di disabilità funzionali, cognitive e psico sociali, oltre alla problematica della solitudine accentuata dall’isolamento da lockdown. 

I dati Istat sulla popolazione relativi a gennaio 2020 evidenziano che ci sono 185,2 anziani ogni 100 giovani, e si registra un aumento dell’indice di vecchiaia rispetto al 2019. in particolare,nell’ambito territoriale del progetto, ossia i comuni della provincia di Pescara appartenenti all’Ecad n. 19, si assiste ad un acutizzarsi del fenomeno, da un “analisi dei dati condotta su questi comuni, nell’ambito del Piano Sociale Distrettuale 2017/2018 ENTE AMBITO SOCIALE N. 19, emerge infatti che la  popolazione anziana è mediamente superiore al livello provinciale e regionale. Quella della popolazione anziana, soprattutto sotto il profilo dei crescenti bisogni, rappresentauna categoria rilevante per la società. Spesso gli anziani vivono nel loro quotidiano il problema della solitudine, intesa non solo dal punto di vista fisico, ma soprattutto sotto l’aspetto relazionale. Attraverso le azioni di progetto, percorsi e iniziative di coinvolgimento attivo, gli anziani saranno aiutati a tornare ad essere di nuovo protagonisti delle proprie giornate, 

contrastando le solitudini, migliorando le relazioni, la socialità personale e le capacità individuali.

I TRE SEMINARI DEDICATI ALLA TERZA ETA’

Attraverso tre seminari un momento di riflessione e confronto tra gli anziani. Si parlerà del ruolo dell’anziano nel tempo. Delle loro difficoltà nella modernità, di come tenere il passo con le diverse generazioni e l’importanza di interagire con i propri coetanei.

Si parlerà della situazione sul territorio, con le potenzialità e difficoltà affrontate tenendo conto degli aspetti sociali, culturali, sanitari e psicologici.

CRONOPROGRAMMA DELLE ATTIVITA’

Collecorvino 15 settembre 2023 inizio ore 17,00  fine ore 19,00 convento “San Patrignano”.

  1. “GLI ANZIANI NELLA MODERNITA: Dal passato al presente”;

docente: dott. Oriano Notarandrea, Psicologo.

Collecorvino 22 settembre 2023 inizio ore 17,00  fine ore 19,00 convento “Sanpatrignano”

  1. “LONGEVITA’ E BENESSERE: Un percorso verso una longevità sana e apparente”;

docente: dott. Zanghi, Osteopata.

Collecorvino 6 ottobre 2023 inizio ore 17,00  fine ore 19,00 convento “Sanpatrignano”

  1. “L’ALFABETIZZAZIONE DIGITALE NELLA TERZA ETA: Usare il telefonino o il computer senza dover chiedere aiuto a tuo nipote ’”

docente: dott.ssa Antonella Giuliani, Consulente Informatica.

  1. “CHIUSURA EVENTO

Presentazione e degustazione di prodotti locali.

I SEMINARI

1, “GLI ANZIANI NELLA MODERNITA: Dal passato al presente’”;

1.1 Dal passato al presente

Nel passato la vecchiaia era sinonima di saggezza. Gli anziani rivestivano un ruolo centrale all’interno delle loro comunità di appartenenza e a loro veniva riconosciuto sommo rispetto in quanto detentori del sapere: rappresentanti della storia, gli anziani venivano interpellati nei momenti di difficoltà e sulla base delle loro esperienze passate dispensavano consigli ai più giovani. Questi ultimi, nutrendo profonda ammirazione nei loro confronti, tenevano in considerazione le loro parole e seguivano le loro tracce. Figure di spicco, gli anziani detenevano il ruolo di autorità a cui mostrare rispetto e riconoscimento. Tutta la comunità si prendeva cura di loro e li aiutava ad affrontare le fatiche, soprattutto fisiche, dovute all’avanzare degli anni.

Nella società postmoderna la realtà è ben diversa. I cambiamenti tecnologici sempre più repentini e l’importanza attribuita al giorno d’oggi alla prestazione hanno reso la società attuale “poco adatta” ai soggetti più vecchi. Nonostante il numero di anziani sia in forte crescita, essi si trovano a dover sempre più spesso fare i conti con una società che avanza troppo velocemente rispetto alle loro possibilità. Il loro sapere non basta più e la loro difficoltà di stare al passo con le novità li pone inevitabilmente in una condizione di solitudine ed esclusione.

1.2 Tenere il passo

La modernità sposta lo sguardo sull’individuo anche nel senso che è questi – riconosciuto come l’unico soggetto in grado di conferire un senso alla propria esperienza – l’unico responsabile della determinazione di sé (Melucci, 1991), con tutto quello che questo carico comporta a livello di stress esistenziale e con le conseguenze che esso ha quando l’esito delle scelte del singolo non è coerente con le mete ambite (Ehrenberg, 1999). Per tutti, ma soprattutto per la popolazione anziana, questo sviluppa una sensazione di inadeguatezza rispetto alla richiesta «di rimanere sempre in movimento e di doversi fermare al momento della scelta, di essere flessibili e pronti ad assumere modelli di comportamento differenti, di essere allo stesso tempo argilla plasmabile e abile scultore» (Bauman, 1999, p. 109). imprigionandolo così validamente nella ricerca della propria collocazione, continuamente da definire e ridefinire, e liberandolo da qualsiasi compito immediatamente politico e prosociale. Per gli over 65 la possibilità di non riuscire a tenere il passo è certamente elevata e non solo perché le condizioni di benessere e salute fisica e psichica possono subire un peggioramento

1.3 Alcuni rischi

Gli anziani – ossia quanti hanno vissuto più degli altri la complessità della modernizzazione – rischiano di perdere una collocazione stabile nella società e di essere umiliati. Vogliamo riferirci a quel tipo di umiliazione o offesa che deriva dalla svalutazione dell’identità e del modello di vita di cui l’anziano è testimone, al quale, appunto, non si riconosce una valenza positiva.

1.4 Terza e quarta eta’ – Generazioni diverse –

Le differenze tra terza e quarta età non sono legate solo ad un ritmo esistenziale differente, a bisogni e debolezze diverse, ma anche agli eventi, ai cambiamenti della società di cui si è testimoni o protagonisti: c’è da attendersi che quanti sono nati a distanza di 10, 15 o anche 20 anni e più abbiano assistito e fatto esperienza di momenti 

politici, culturali e sociali diversi. Possiamo dire, come già altri hanno evidenziato (Facchini e Rampazi, 2006), che appartengono a generazioni diverse, intendendo per generazione un insieme di persone che, oltre a essere nate in uno stesso arco di tempo, condividono idee, valori, atteggiamenti sulla società, sulla politica, sugli altri aspetti rilevanti del vivere insieme. Gli anziani cui abbiamo rivolto lo sguardo attraverso questa ricerca, ad esempio, non sono solo giovani anziani (sono il 57,7% quanti hanno fra 65 a 74 anni) ma anche grandi anziani (gli intervistati che hanno fra 75 e 84 anni sono il restante 42,3%). Gli anziani di oggi, in generale, hanno vissuto (o avvertito sul finire) il ventennio caratterizzato dal regime politico fascista, dalle atrocità della Seconda guerra mondiale, da condizioni di vita molto dure; hanno partecipato poi (chi già adulto, chi adolescente e chi ancora bambino) ad un periodo di grandi cambiamenti politici, sociali, economici, nel campo scientifico e tecnologico, per l’innalzamento dei livelli di istruzione.

1.5 Diventare anziani

La vecchiaia non è un affare privato. Non lo è per diverse ragioni, ma soprattutto perché essa non è determinata esclusivamente da condizioni soggettive. Questa considerazione vale per tutte le età e, «sebbene i processi biologici di base siano più o meno simili in tutte le società umane, la loro definizione culturale varia, nei dettagli almeno, da società a società, ed ognuna di essa deve far fronte ai problemi derivanti dall’età»

1.6 La famiglia che c’è

Molta della socializzazione all’età anziana passa attraverso i legami con i figli e i nipoti. Legami che, tuttavia, non sempre esistono o sono significativi: pensiamo non solo agli effetti della riduzione della fecondità, ma anche a quelli legati alla crescente incidenza di separazioni e divorzi. Questi ultimi spesso non determinano solo un indebolimento delle 

relazioni tra figli e genitori ma si ripercuotono con forza verso le persone anziane che non sopportano una interruzione dei legami con gli altri parenti.

1.7 L’interazione con i coetanei 

Crediamo che anche per gli anziani il confronto e le relazioni con i pari possano essere molto importanti nel sostenere la definizione della loro identità, un po’ come accade per gli adolescenti (Palmonari, 1993). Incontrare altri anziani significa sperimentare 

relazioni simmetriche, in cui non esiste un vincolo di subordinazione e in cui la condizione di parità si definisce rispetto all’intera società. I luoghi in cui gli anziani hanno la possibilità di sperimentare queste relazioni sono soprattutto quelli del tempo libero, le associazioni, le parrocchie, i centri di aggregazione (cfr. infra Tagarelli), ma sono anche gli spazi privati in cui è possibile recuperare o intensificare legami preesistenti, come quelli con i fratelli (Scabini e Iafrate, 2003). Si tratta probabilmente di un supporto molto importante per affrontare l’invecchiamento e per costruire un dialogo intragenerazionale.

1.8 La malattia

Una delle esperienze più frequenti e anche più critiche di questa fase della vita è la malattia. Soprattutto quella cronica o progressiva, propria, del coniuge o di un altro familiare anziano, richiede una riorganizzazione della vita, dei suoi tempi, dei suoi contenuti e del senso. «L’anziano ammalato evidenzia due tipi di bisogni crescenti. Uno è la necessità della dipendenza fisica che consiste sostanzialmente nel bisogno di ricevere aiuto nelle situazioni concrete della vita. L’altro è il bisogno di conservare un’identità adulta e quindi di godere di rapporti di scambio reciproco, liberamente scelti e non imposti dalla necessità»

  1. “LONGEVITA’ E BENESSERE: Un percorso verso una longevità sana e apparente”;

L’aumento dell’aspettativa di vita e’ una grande conquista del nostro tempo: rappresenta il significativo portato del miglioramento delle condizioni di vita e di salute, alla base del progressivo invecchiamento della popolazione a livello mondiale. Se da un lato anche il 

progressivo invecchiamento della popolazione rappresenta una conquista – perche’ le persone vivono piu’ a lungo ed e’ ben noto il grande contributo che possono dare a livello micro e macro- sociale – e’ tuttavia importante conoscere questo nuovo fenomeno demografico e governare gli effetti. Ogni persona ha il diritto di poter vivere bene e a lungo: invecchiare con una buona qualita’ di vita rappresenta la sfida attuale. E’ un obiettivo raggiungibile? Quali contributi possono derivare dalle conoscenze attuali? Quale sono le sfide future?

Questi alcuni aspetti dei quesiti che andremmo ad affrontare nel corso del seminario attraverso un approccio biopsicosociale e nella consapevolezza della complessita’ dei temi trattati.

Il dott. Zanghi, osteopata e docente del seminario, aprira’ la lezione spiegando ai presenti la  definizione di longevita’ e benessere ( secondo i nuovi orientamenti scientifici), illustrando le relazioni teoriche  che influenzano reciprocamente i due aspetti. Di seguito illustrera’ ai presenti alcune strategie  da promuovere nell’ambito della vita quotidiana , anche attraverso piccoli suggerimenti pratici ( abitudini, movimento consapevole ecc.)

  1. L’ALFABETIZZAZIONE DIGITALE NELLA TERZA ETA: Usare il telefonino o il computer senza dover chiedere aiuto a tuo nipote ’”

Possiamo definire l’alfabetizzazione digitale come la capacita’ di utilizzo dei nuovi media, fondamentale per avere la possibilita’ di partecipare in modo attivo a una societa’ sempre piu’ digitalizzata.

Al giorno d’oggi risulta indispensabile possedere alcune competenze online di base senza le quali la quasi totalita’ delle attivita’ quotidiane che coinvolgono la tecnologia sarebbero impossibili da svolgere.

Secondo l’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) solo il 21% degli italiani ha un livello di alfabetizzazione digitale adeguato. Il dato in merito all’analfabetismo digitale in Itali e’ ancora piu’ allarmante se pensiamo a 

quanto il diffondersi del virus covid 19 abbia costretto ciascuno di noi a interagire con il mondo esterno attraverso l’utilizzo della tecnologia.

La difficolta’ riguarda in particolar modo il fenomeno dell’alfabetizzazione digitale degli anziani i quali affermano in alcuni casi di avere una vera e propria “ paura del computer”

La dott.ssa Luciani, esperta in digitale e docente del seminario accompagnerà in queste due ore i presenti a quante cose si possono fare praticamente con uno smartphone senza chiedere aiuto ad altri.

Il seminario vertera’ su introduzione generale e superficiale dei seguenti contenuti: 

  • Basi Smartphone e tablet;
  • Inviare Email;
  • App telefono, Rubrica e messaggi;
  • App Fotocamera e Galleria;
  • WhatsApp;
  • Scaricare Applicazioni utili;
  • Lo Spid;
  • Cosa si puo’ fare praticamente con uno smarphone:
  • Leggere i tuoi giornali preferiti oneline e utilizzare Facebook e Instagram;
  • Acquistare i regali online;
  • Prenotare i biglietti per cinema, teatri, musei, treni e aereo;
  • Prenotare visite mediche e scaricare ricette mediche,

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