lunedì , 17 Giugno 2024

Sciopero generale: in migliaia a Lanciano insieme a CGIL e UIL

Lanciano- Stamattina oltre tremila persone secondo i sindacati, hanno preso parte alla manifestazione promossa a Lanciano dalla Cgil Abruzzo Molise e dalla Uil Abruzzo in occasione dello sciopero generale proclamato dai due sindacati per protestare contro la Legge di bilancio e le politiche economiche e sociali del Governo. L’iniziativa si è svolta in piazza Plebiscito, dove sono arrivate delegazioni da tutte e quattro le province abruzzesi.

Ad aprire i lavori è stato il segretario generale della Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri. Al grido di “Adesso basta!”, slogan nazionale della mobilitazione, la manifestazione, cui hanno partecipato delegati e studenti con le loro testimonianze, è andata avanti tra interventi, striscioni e cori.

I sindacati chiedono, in particolare, di “alzare i salari, estendere i diritti e contrastare una legge di bilancio che non ferma il drammatico impoverimento di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati e non offre futuro ai giovani”. Un evento, è stato spiegato, “a sostegno di un’altra politica economica, sociale e contrattuale, che non è solo possibile, ma necessaria e urgente”. Le conclusioni sono state affidate a Ivana Veronese, segretaria nazionale Uil.

“Questa piazza è bellissima. Oggi – ha detto Ranieri nel suo intervento – stanno scioperando le lavoratrici e i lavoratori di tutti i settori, pubblici e privati, contro questa legge di bilancio che è contro i lavoratori dipendenti, contro i disoccupati, contro le persone fragili, contro i pensionati. Questa piazza enorme è anche la risposta dei lavoratori al ministro Salvini che vorrebbe stabilire quando gli scioperi sono validi, mentre il diritto allo sciopero è garantito dalla Costituzione. Con questo sciopero vogliamo indicare che un altro Paese è possibile, che un altro modello di sviluppo è possibile. Vogliamo chiedere rispetto per le lavoratrici e i lavoratori, per quelli che lo sono stati (le pensionate ed i pensionati), per quelli che oggi lavorano e per i disoccupati, per i lavoratori di domani, per gli studenti, che protestano con noi per un futuro migliore”.

“Le lavoratrici e i lavoratori sanno bene di far parte di una storia comune, ben conoscono l’importanza dello stare insieme e della lotta per difendere i diritti. Questo è il sindacato e questo è il patrimonio della classe lavoratrice, un patrimonio di valori da non disperdere, anzi, da rigenerare perché questa è la parte sana del Paese, questa è la parte giusta. E allora – ha concluso il segretario generale della Cgil Abruzzo Molise – non ci fermeremo, uniti nella lotta per riconquistare i nostri diritti”.

D’AMICO (PD): “RAGIONI GIUSTE, VALORIZZARE RUOLO SINDACATI”

“La mobilitazione di Cgil e Uil è giusta e significativa”: lo dichiara Luciano D’Amico, candidato alla Presidenza della Regione per il Patto per l’Abruzzo, che ha partecipato a Lanciano alla manifestazione organizzata dai sindacati. 

D’Amico spiega: “Esserci oggi significa naturalmente e in primo luogo condividere le motivazioni della protesta. E’ necessario uno sforzo maggiore nel segno dell’equità, per rispondere ai bisogni crescenti di protezione sociale e servizi migliori: istruzione, sanità, sostegno ai redditi. Per giunta in una fase in cui il progetto della cosiddetta autonomia differenziata desta in questi ambiti preoccupazione, nel Mezzogiorno e naturalmente anche in Abruzzo. Dobbiamo combatterne gli effetti distorsivi e regressivi in termini di disgregazione sociale. La partecipazione alla manifestazione è anche l’opportunità per evidenziare la vicinanza ai sindacati e riconoscerne il ruolo e l’imprescindibile funzione di rappresentanza. Va fatto tutto lo sforzo possibile per valorizzarli”.

TAGLIERI (M5S): “SI PROSPETTA UNA MANOVRA LACRIME E SANGUE. IL GOVERNO SI FERMI E DIA ASCOLTO AI TERRITORI”

“Oggi a Lanciano più di tremila persone hanno fatto sentire la propria voce durante la manifestazione indetta dai sindacati in difesa dei lavoratori e delle lavoratrici abruzzesi. Migliaia di cittadini che hanno espresso il loro dissenso contro le politiche economiche e sociali messe in campo dal Governo Meloni.
Un Governo nazionale, rimasto sordo alle istanze dei cittadini e dei territori, che ha prodotto una manovra lacrime e sangue con cui ancora una volta farà cassa sulle fasce più deboli del nostro tessuto sociale e che lascia al palo lavoratori, giovani e precari” ad affermarlo è il Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Francesco Taglieri che prosegue “Tutto questo avviene nel silenzio generale del Presidente Marsilio, più impegnato nel ruolo di megafono della propaganda per il suo partito in Abruzzo, che nell’ascolto dei territori che ha l’onere e l’onore di governare.
L’Abruzzo non ha bisogno della propaganda o delle passerelle politiche della Giunta, ha bisogno di essere ascoltato. Noi siamo e saremo sempre al fianco dei lavoratori e di tutti gli abruzzesi che desiderano una società più equa e più giusta” conclude.

FINA (PD) “SU ECONOMIA E SOCIALE SERVE STRADA OPPOSTA DI QUELLA SCELTA DAL GOVERNO E DALLA MAGGIORANZA” 

“Condividiamo le ragioni e la piattaforma della mobilitazione della Cgil e della Uil, sono con loro a sottolinearlo”: lo dichiara il senatore Michele Fina, tesoriere nazionale del Partito Democratico, che partecipa a Lanciano a una della manifestazioni organizzate dai sindacati. 

Fina prosegue: “È importante ribadire che la manovra economica che il governo sta predisponendo, peraltro con il proposito di bloccare ogni tipo di interlocuzione con il Parlamento, è il nuovo capitolo di un’impostazione che ignora totalmente le esigenze delle cittadine e dei cittadini più vulnerabili, che non si cura della necessità che nel nostro Paese si tutelino e garantiscano parità di accesso ai servizi e alle opportunità. Il Mezzogiorno, Abruzzo compreso, è in generale l’area più penalizzata. Deve essere chiaro che politiche economiche e sociali di segno opposto, più eque, a cominciare da scuola, sanità, sostegno ai redditi, sono possibili: sono il governo e la maggioranza che hanno scelto di andare in un’altra direzione”. 

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