domenica , 20 ottobre 2019
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Forum Finanza Pescara, chiude con successo la prima edizione

Professionisti e aziende a confronto sui principali trend e business issue

Si è chiusa con successo la prima edizione del Forum Finanza Pescara – Scenari e trend di sviluppo per le imprese sui mercati esteri, ospitato all’Auditorium Petruzzi di Pescara.

Una mattinata intensa in cui professionisti e aziende si sono confrontati sui principali trend e business issue attuali, quali l’internazionalizzazione, la crisi d’impresa, il settore digitale.

L’iniziativa è stata organizzata dal dott. Paolo Pietrostefani, titolare dello Studio Pietrostefani Dottori Commercialisti di Pescara. Il Forum ha avuto il patrocinio di Confindustria Chieti Pescara e dell’ODCEC Pescara e, come partner, Abruzzo Economia e Kubik Studio.

Durante la mattinata, coordinata  dalla giornalista Jenny Pacini, si sono alternati gli interventi dei relatori. Il Forum è stato aperto dai manager di importanti realtà abruzzesi, che hanno raccontato le proprie esperienze aziendali sui mercati esteri. Il presidente del Gruppo Farnese Valentino Sciotti ha parlato dell’esperienza dell’azienda che, in pochi anni, è diventata leader tra le aziende esportatrici del Sud Italia, “grazie a un’attenta politica votata alla più alta ricerca qualitativa e di marketing”. I vini Farnese arrivano, attualmente, in 84 Paesi di tutto il mondo.

Tradizione, qualità e amore per la propria terra. Questi gli ingredienti che caratterizzano il pastificio Rustichella d’Abruzzo, inaugurato a Penne nel 1924 da Gaetano Sergiacomo, nonno degli attuali proprietari. Gianluigi Peduzzi, presidente dell’azienda, si è concentrato nel suo intervento sul binomio tra artigianalità e internazionalizzazione. L’azienda conta poco più di 50 dipendenti e il marchio ha successo in ben 70 Paesi. I Peduzzi hanno trasformato il grano in arte, arrivando a un fatturato di 12 milioni di euro ogni anno. Nel 2016 l’azienda ha lanciato Triticum, “la linea dei grani antichi, prediligendo esclusivamente coltivazioni poste in regime di agricoltura biologica a Km 0”.

Creare un futuro sostenibile per le imprese e l’ambiente: questa la mission di Valagro. Presente il CFO Antonino Volpe che ha parlato dell’esperienza del Gruppo Valagro sui mercati esteri. Fondata nel 1980, l’azienda sviluppa soluzioni sostenibili per aumentare la produzione di cibo e migliorare la qualità nutrizionale.

La seconda sessione del Forum, ha spiegato Paolo Pietrostefani, è stata dedicata al tema del “go to market”, ossia alle “principali modalità a disposizione delle imprese per sviluppare il business sui mercati esteri. Il tema è stato affrontato da esponenti di importanti financial institutions”.

Si sono alternati gli interventi di: Massimo Benedetti (PwC Italia – Deals Leader), che ha parlato di “JV e alleanze strategiche come modalità flessibile di crescita internazionale per le PMI italiane”; Vito Ramundo, presidente della Fondazione per la promozione della cultura professionale e dello sviluppo economico; Arthur Bernardin, managing director di LBO France, con “Il ruolo del Private Equity nello sviluppo delle PMI sui mercati esteri”.

Presenti anche Carlo De Simone, (Simest, External Relations), che ha parlato di supporto alla internazionalizzazione delle imprese italiane da parte del Polo Sace Simest, e Domenico D’Ippolito (Cerved Rating Agency), che si è concentrato su

“Rating del credito e rating di sostenibilità come strumenti di internazionalizzazione di impresa”.

Pietrostefani, ha annunciato la volontà di far diventare il forum un appuntamento fisso per Pescara.

“Il 2019 rappresenta l’anno zero del Forum Finanza Pescara. Il bilancio è positivo, siamo stati contenti sia della partecipazione del pubblico che degli speech dei relatori, che sono stati di altissimo livello. Questo per noi è un punto di partenza: l’obiettivo è creare ogni anno un evento di cultura finanziaria d’impresa.

Una volta erano poche le aziende che riuscivano ad acquisire piccole quote sui mercati esteri, rappresentavano delle mosche bianche. Oggi è una conditio sine qua non per lo sviluppo del business e, in alcuni casi, rappresenta un motivo di sopravvivenza per le aziende”.

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