sabato , 14 dicembre 2019
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Fosso Grande allerta dal PD regionale e comunale: “Urge la manutenzione, situazione limite”

“Abbiamo voluto questa conferenza perché riteniamo che la filiera Comune-Regione debba riattivarsi per intervenire urgentemente con la manutenzione di Fosso Grande – esordisce Antonio Blasioli, ex assessore comunale alla Manutenzione – L’ultimo intervento sostanziale c’è stato nel 2017, quando con un progetto partito nel 2015 voluto dall’amministrazione regionale di centrosinistra, il Genio Civile della Regione Abruzzo ha provveduto ad investire la somma di 600.000 euro per la manutenzione straordinaria del canale, attesa da anni. I lavori prevedevano l’eliminazione degli arbusti che impedivano il normale deflusso delle acque del canale, ostruendolo; l’allargamento dell’alveo a valle del ponte di via Francia; mitigazione della corrente dell’acqua, la rimozione di rifiuti e ingombranti e il consolidamento delle sponde.
Il lavoro venne affrontato dalla Regione, malgrado non rientrasse nelle sue dirette competenze secondo quanto definisce l’allegato A della legge regionale n. 36 del 2005, proprio perché non si ripetessero i danni causati dalla esondazione che si verificò con l’ondata di maltempo del dicembre 2013. All’epoca l’ondata d’acqua che si riversò fuori dal canale, danneggiò abitazioni, attività commerciali della zona a ridosso delle sponde, ma anche con l’ultima grandinata di luglio 2019 ci sono stati problemi gravi (in allegato le foto degli effetti della pioggia). Per intervenire affinché non accada più è necessario che la filiera istituzionale sia operativa, perché bisogna procedere su due livelli: il primo è quello di manutenzione straordinaria che solamente la Regione può portare avanti per l’entità delle risorse necessarie a fare un lavoro utile e durevole.
Un intervento che se la Regione non mette in bilancio le risorse difficilmente sarà svolto nel 2020, mentre la situazione del Fosso è visibile a tutti e già richiede un lavoro di pulizia. Stiamo parlando di una manutenzione capace di prevenire ed evitare i danni causati dall’esondazione e dalle ondate di pioggia, e che costringe tutta la zona a vivere notti insonni quando c’è un’allerta meteo per il timore che si verifichi la catastrofe che hanno già vissuto. Per agire servono almeno 300.000 ma è urgente. Risorse possibili, considerato che in questi giorni la Regione Abruzzo ha stanziato 1 milione per un festival di cartoon e ieri tanti altri fondi per piccole manifestazioni, Chocofestival incluso, ma che andrebbero a coprire una priorità non è più rinviabile. Non si può sottovalutare questa situazione anche alla luce dei cambiamenti climatici che sono sotto gli occhi di tutti.  L’altro livello è intercomunale, perché solo una progettazione sinergica fra Comuni che si affacciano sul fosso può risolvere il problema che si concentra anche nella parte finale, quando il canale si interra vicino al vivaio, per sfociare al fiume. Cosa c’è sotto l’interramento non è dato saperlo e invece andrebbe monitorato costantemente e assieme a questo andrebbe monitorata anche la confluenza del fosso al fiume. E’ normale che con l’innalzamento dell’acqua fluviale che si verifica ad ogni pioggia il Fosso non riesce a portare acqua al fiume e anche questo provoca un intasamento. In sede di approvazione del piano triennale delle opere pubbliche verificheremo che questa opera sia prevista”.

“Una vera e propria piaga che si può curare attraverso la progettazione – aggiungono i consiglieri comunali Stefania Catalano e Piero Giampietro – Il Comune può fare molto, non solo reclamando una manutenzione che come Ente non può costantemente assicurare, perché costosa, ma sollecitando la Regione alla cura dei canali, specie se importanti come quello di Fosso Grande, che attraversa la città e genera danni ingentissimi, in caso di esondazione”.

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