martedì , 7 luglio 2020
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A Pescara approvata la mozione “un albero per ogni aborto”. Acerbo (PRC) “Vergogna”, Licheri (SI) “ritorno al medioevo”. Nannarone “gravissimo”

Pescara – Dopo l’approvazione della mozione presentata del consigliere Scurti che prevede di piantare un nuovo albero a Pescara per ogni bimbo mai nato per interruzione di gravidanza volontaria o spontanea avvenuta a Pescara registriamo gli interventi del segretario nazionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo insieme a  Viola Arcuri del comitato politico nazionale di PRC e di Daniele Licheri segretario regionale di Sinistra italiana.
Con note distinte esprimono stupore per una decisione che definiscono “antiabortista” e “medievale”, tutti esprimono rammarico verso i compagni di Pd e Art. 1-Md presenti in Consiglio comunale che hanno votato favorevolmente. A unirsi esprimendo contrarietà per quanto avvenuto, la componente della segreteria regionale del PD Teresa Nannarone

 

RIFONDAZIONE COMUNISTA “VERGOGNA, A PESCARA PD E ARTICOLO UNO-MDP VOTANO MOZIONE ANTIABORTISTA”

«Approvata dal Consiglio Comunale di Pescara una mozione ignobile che prevede che venga piantato un albero per ogni ‘bambino mai nato” e l’individuazione di un’area per questa nuova versione green di “cimitero dei feti” che da tempo la destra antiabortista va proponendo in giro per l’Italia.  Indigna ancor di più che questa mozione contro la legge 194 e di colpevolizzazione delle donne sia stata votata da consigliere/i dell’opposizione  di “centrosinistra”, dalla candidata sindaca di Articolo Uno-MDP e da consiglieri del Pd. Emblematico che a proporre la mozione sia stato un consigliere di una civica di centrodestra precedentemente esponente del centrosinistra». Così nella nota Maurizio Acerbo e Viola Arcuri che proseguono.

«Per votare una cosa del genere bisogna essere completamente estranei all’intera storia della sinistra e dei movimenti delle donne. Questo voto è figlio non solo di un vuoto politico-culturale enorme ma anche di una politica ridotta a far carriera. Non ci sfugge che a motivarlo non sono valori ma la ricerca del consenso da parte dell’associazionismo cattolico più reazionario.
Noi di Rifondazione paghiamo un duro prezzo in termini di isolamento ma davvero non riusciamo a vedere in questo film horror un argine alla destra».

PRC chiede a PD e Art. 1-Mdp l’espulsione dai partiti per chi ha votato
«Auspichiamo che il Pd e Art. 1-Mdp in un sussulto di dignità procedano all’espulsione di chi ha votato questa schifezza e che ne chiedano le dimissioni dal Consiglio. –Aggiungono Acerbo e Arcuri– In qualità di ex-consiglieri comunale di Pescara esprimiamo la più dura condanna e proponiamo che l’otto marzo si manifesti per lo stop alla mozione e le dimissioni di chi l’ha votata.  La cosa più grave è che non c’è stato neanche un voto contrario. Solo l’ignavia di quattro non votanti e di un astenuto/a.  La cosa non ci stupisce: a Pescara la sinistra in consiglio non c’è grazie al voto utile.»

 

LICHERI (SI) “SCURTI E LA MAGGIORANZA CALPESTANO LA 194: LE OPPOSIZIONI (COMPLICI) CHIEDANO SCUSA”

«Resto sbalordito per non dire inorridito da questo testo ma non mi meraviglio dei barbari che lo propongono, una maggioranza a trazione leghista che invece di governare la più importante area metropolitana d’Abruzzo gioca a fare Dio mettendosi nuovamente a giudicare e arbitrariamente decidere sul corpo delle donne» questo è il durissimo commento del Segretario regionale di Sinistra italiana che nella nota prosegue  “Scurti precisa che lo stimolo per la mozione proviene da “famiglie che hanno vissuto questo dramma” (l’interruzione involontaria di gravidanza, o quella volontaria?) e dalle “associazioni che in qualche maniera vivono per cercare di contenere quest’attività”. Nel merito, il consigliere passa poi a citare cifre riferite al numero di aborti “avvenuti” a Pescara e nel mondo ogni anno, interrompendo la frase per richiamare a confronto episodi come “la shoah, le foibe e cose di questo genere”, e parlando di “45 milioni di morti l’anno”».

Alle opposizioni “anni di lotte seppellite”
«Scopro solo ora, e penso che di questo servano non spiegazioni ma scuse pubbliche immediate, che questo vergognoso provvedimento è stato approvato anche con i voti di una parte delle opposizioni.
Non riesco a comprendere come i consiglieri e soprattutto le consigliere del Partito Democratico e di alcune civiche, abbiano potuto avallare e condividere una tale porcheria.
Questa mozione è purtroppo figlia di una società che pensavamo di aver sepolto, quella in cui la donna è un mero contenitore, un oggetto che non ha alcun diritto di decidere della propria vita e del proprio destino.Anni di lotte seppellite con una mozione intrisa di pura ideologia oscurantista di cui una città aperta come Pescara davvero non ne sentiva il bisogno.

Opposizioni se ci siete battete un colpo perché davvero oggi voi ci avete lasciato orfani di una difesa costituzionale della 194.

Ps. Complimenti per aver  “regalato” questo 8 marzo alle donne di Pescara».

Licheri al termine del suo comunicato chiede un’intervento dei consiglieri di centrosinistra non presenti in aula al momento del voto .  “Il silenzio diventa assenso –conclude–e in questo caso è davvero intollerabile. E’ assolutamente necessari prendere pubblicamente posizione».

 

NANNARONE (PD) “ERRORE GRAVISSIMO”

«Non conosco le ragioni che hanno indotto i consiglieri del PD e Articolo 1 del Comune di  Pescara a votare insieme al centro destra la mozione che propone di piantare alberi per  “bambini mai nati” , né mi interessa conoscerle. Considero quel voto un errore gravissimo teso a cancellare anni di battaglie delle donne per il diritto all’aborto, legge dell Stato ormai da 42 anni.
Quel voto apre un varco inaccettabile ai rigurgiti  delle nuove destre oscurantiste e sessiste, che vogliono rimettere in discussione la L. 194 e decidere in luogo delle donne cosa fare col loro corpo e con la loro vite, dimenticando peraltro che la 194 ha eliminato la piaga degli aborti clandestini» Così Teresa Nannarone componente della segreteria regionale del PD.
« Quel voto –continua Nannarone– riguarda ovviamente solo i singoli consiglieri, perché una simile posizione non è mai stata discussa all’interno del PD regionale, assemblea o segreteria nè, per quel che mi risulta, locale.
Come donna e come dirigente regionale del PD, mi dissocio quindi dal voto espresso in seno al consiglio comunale di Pescara, certa di reppresentare il pensiero di molte altre di noi, iscritte e simpatizzanti, nel dovuto rispetto di quelle donne che hanno compiuto una scelta comunque dolorosa ma nell’ambito delle leggi di uno Stato di diritto».

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