sabato , 4 aprile 2020
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Giulianova, Polpost e Polfer. Il sindaco specifica che la Ferroviaria  non risulta a rischio soppressione

“Tuttavia – aggiunge il sindaco – mi risulta da fonte attendibile come il Posto di Polizia Ferroviaria di Giulianova, che pure inizialmente era destinato alla soppressione prevedendosi il suo declassamento a mero punto di appoggio, quindi privo di personale in servizio permanente, rimarrà invece pienamente operativo. Anche in virtù del fatto che grazie all’impegno dell’Amministrazione comunale pure quest’anno faranno scalo nella nostra stazione i Frecciabianca, con rilevante presenza di passeggeri in partenza e in arrivo”.
Era stato proprio il sindaco Mastromauro, dopo una iniziale presa di posizione sulla questione risalente addirittura al 10 settembre 2009, a sollevare per primo, il 5 marzo del 2014, il problema della chiusura, prevista nei piani del Viminale, di numerosi presidi della Polizia di Stato tra i quali il Posto di Polizia di Ferroviaria di Giulianova e la Sezione Polizia Postale di Teramo. Sulla questione il sindaco di Teramo si era schierato con il collega di Giulianova decidendo insieme di agire in forte sinergia per evitare che i due presidi della PS chiudessero i battenti.
Uno sfoltimento, quello originariamente concepito dal Ministero dell’Interno, che come aveva indicato il sindaco nel suo successivo intervento del 16 dicembre 2014, avrebbe colpito 189 uffici della Polizia di Stato, tutti da chiudere, mentre per 6 si prevedeva il declassamento, per 50 la rimodulazione e infine per altri 6 l’accorpamento. Una razionalizzazione pagata in particolar modo dalla Ferroviaria, per la quale si prevedeva la diminuzione da 212 presidi a 163, e soprattutto dalla Polpost, con la fortissima diminuzione da 101 uffici a 27.
“Un colpo di scure – prosegue il sindaco – dovuto alle forti carenze di organico e motivato con la necessità di contenimento delle spese ma già incomprensibile allora ed oggi, con il rischio terrorismo, veramente inaccettabile. Va bene la razionalizzazione, che però non deve significare arretramento dello Stato sul versante sicurezza pubblica, bene assolutamente primario. Come ho rimarcato ieri, 7 giugno, in occasione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, occorre piuttosto, insieme con un più stretto collegamento operativo, anche una migliore redistribuzione delle forze dell’ordine che tenga conto di vari fattori: connessioni significative sotto il profilo stradale e ferroviario, densità della popolazione residente in periodo invernale e presenze turistiche in quello estivo; presenza di attività commerciali; indici di criminalità per aree geografiche”.

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