lunedì , 25 marzo 2019
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ILVA, PFAS in Veneto, acqua in Abruzzo: lotte italiane per l’ambiente. 8,9 e 10 marzo incontri a Sulmona, Pescara, Giulianova e Chieti scalo.

Verso la manifestazione del 23 marzo a Roma per il Clima e contro le grandi opere inutili e dannose.
Una sola TAV vale come 3.000 scuole, circa 2.500 depuratori o 100 ospedali!

L’inquinamento è ormai diventato un tema che riguarda le vite quotidiane dei cittadini italiani, dall’acqua all’aria passando per la contaminazione del suolo e del cibo.
L’8, il 9 e il 10 marzo il Forum H2O, la Mobilitazione per l’Acqua del Gran Sasso e il collettivo Altrementi di Sulmona hanno organizzato un ciclo di incontri a Sulmona, Pescara, Giulianova e Chieti scalo per parlare dei problemi abruzzesi ospitando attivisti di altre realtà molto note in Italia. La solidarietà tra le lotte è stata fondamentale anche per vincere su alcune vertenze abruzzesi, a partire da Ombrina.

“Con Michela Piccoli delle Mamme No PFAS del Veneto –annunciano i coordinatori–  parleremo del parallelo tra quanto accaduto a Bussi e il caso veneto dove 300.000 persone sono state contaminate dai pericolosi PFAS bevendo l’acqua del rubinetto.
Con Daniela Spera del Coord. No Triv Taranto affronteremo la questione dell’ILVA perché recentemente, grazie ad un suo esposto firmato con altri cittadini, ha ottenuto una clamorosa condanna dell’Italia presso la Corte europea dei Diritti dell’Uomo” .
L’Abruzzo ricorda la Segreteria Operativa Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua “ha 864 siti contaminati o potenzialmente contaminati, tra cui il Sito nazionale di Bonifica di Bussi e i siti regionali di Chieti scalo, Saline-Alento e Celano; decine di depuratori che non funzionano bene; il 50% delle falde in stato “non buono” non rispettando i parametri fissati dalla UE;  oltre il 70% dei fiumi non ha raggiunto l’obiettivo di qualità fissato a livello comunitario; il 45% dell’acqua immessa negli acquedotti si perde; il più grande acquifero, quello del Gran Sasso, è in uno stato di perenne insicurezza a causa di laboratori e tunnel autostradali.
Insomma, per l’Abruzzo e l’Italia in genere servirebbe una dose da cavallo di investimenti per il risanamento del territorio, anche per la salute dei cittadini.
Invece nel nostro paese si continua a scommettere sulle grandi opere inutili e dannose, a partire dal TAV. Anche l’Abruzzo, come sappiamo, è interessato da opere di grande impatto ambientale e che addirittura puntano ancora sulle fossili, come i gasdotti Sulmona-Foligno e Larino-Chieti.
Inoltre la regione, come il resto del Pianeta, è minacciato dai cambiamenti climatici.
Per fermare queste opere e chiedere che bonifiche, depurazione, reti acquedottistiche, scuole (oggi per l’80% non a norma), ospedali (gran parte dei quali non adeguati sismicamente), risparmio energetico ed efficienza e rinnovabili siano la priorità del paese, saremo poi in piazza il 15 marzo per lo sciopero per il clima e il 23 marzo a Roma per la marcia per il Clima contro le opere inutili”.

Qui sotto gli appuntamenti:

SULMONA, venerdì 8 marzo, ore 17:30, sala CGIL
PESCARA, sabato 9 marzo, ore 15:30, Spazio 010, Via dei Peligni 93
GIULIANOVA, sabato 9 marzo, ore 18, p.za Belvedere, Sala Loggiato
CHIETI SCALO, domenica 10 marzo, ore 10, appuntamento presso Via Papa Leone XXIII (davanti Magma).

 

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