domenica , 21 luglio 2019
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Pianella, revoca delle deleghe a Berardinucci e Aramini: Filippone (PV) ‘vere motivazioni della sfiducia, provengono da situazioni politiche esterne ‘

Pianella – Nella giornata di mercoledì 6 marzo 2019, il Sindaco di Pianella Sandro Marinelli ha aperto la seduta del Consiglio comunale con l’argomento posto al 1° punto dell’o.d.g. “Comunicazione del Sindaco” leggendo un comunicato, sottoscritto da sette consiglieri di maggioranza, dove in sostanza venivano sfiduciati i due consiglieri comunali della maggioranza Davide Berardinucci e Romeo Aramini, revocando le deleghe a loro affidate e il ruolo di capogruppo di “Progetto Futuro”, ricoperto dallo stesso Aramini.

«Il Sindaco –fa sapere in una nota il Consigliere Comunale capogruppo di Pianella Vicina Gianni Filippone– ha dichiarato che la decisione è stata assunta dai sette consiglieri comunali di maggioranza insieme ai candidati non eletti della stessa lisa civica “Progetto Futuro”, i quali hanno ritenuto compromesso il rapporto di lealtà e fiducia tra i candidati stessi e soprattutto tra gli elettori e i consiglieri Aramini e Berardinucci, accusati di aver “….posto in essere un maldestro tentativo, unitamente ad un consigliere di minoranza, di provocare il commissariamento dell’ente mediante dimissioni dei consiglieri….”.

      Una versione poco credibile in quanto la legge prevede, nel caso di un comune come Pianella, la eventualità di dimissioni in blocco di 7 consiglieri firmate davanti ad un notaio, considerato che il sottoscritto non era informato e nemmeno contattato dai “complottisti”, chi erano i sette dimissionari disponibili ?   

     In realtà, bisogna dire, che già all’indomani delle elezioni comunali del 2018 era emerso palesemente il malcontento dei due consiglieri Berardinucci e Aramini, in quanto, nonostante l’apporto di un numero consistente di voti alla lista “Progetto Futuro”, non erano stati riconfermati come assessori ma si era offerto a loro solo qualche piccola delega, infatti il Berardinucci  nella seduta di insediamento del Consiglio Comunale, nel suo intervento, lamentava la mancanza di un assessore che rappresentasse le frazioni.    

      La sfiducia ufficializzata dal Sindaco Marinelli, non trova nessun riscontro nell’azione amministrativa dei due consiglieri i quali hanno votato e condiviso, in consiglio comunale, tutte le delibere e le scelte della maggioranza, fino all’ultimo Bilancio previsionale approvato per alzata di mano nella stessa seduta.

      Quindi, sembra chiaro che le vere motivazioni della sfiducia, provengono da situazioni politiche esterne all’amministrazione comunale, infatti durante la campagna elettorale delle elezioni regionali scorse, tutti hanno ascoltato e verificato pubblicamente le palesi divergenze politiche tra la componente di Forza Italia sostenuta da Berardinucci e Aramini, in contrapposizione alla Lega di Salvini sostenuta dal Sindaco Marinelli, nella cui lista era candidata sua moglie, pur sostenendo lo stesso candidato presidente Marsilio.

      Dal dibattito, in Consiglio comunale, è emerso che i due consiglieri erano accusati di aver partecipato ad un incontro, su invito della consigliera di minoranza Annaida  Sergiacomo, durante la campagna elettorale delle regionali, ove era stato invitato anche il vice presidente del Consiglio comunale, infatti la suddetta consigliera ha affermato, in consiglio comunale, che l’incontro aveva come unico obiettivo di confrontarsi in merito a questioni amministrative di comune interesse, in vista delle elezioni regionali.

Qual è allora il vero motivo che sta alla base della sfiducia verso i due consiglieri ?
Forse hanno la colpa di non aver appoggiato la Lega di Salvini e di aver sostenuto Forza Italia ?

    I cittadini Pianellesi non meritano di subire, all’interno dell’amministrazione comunale, le lotte politiche esterne tra le componenti dei partiti, le quali pregiudicano certamente l’efficienza e l’efficacia della gestione dell’amministrazione.

Si può concludere che la maggioranza, in futuro, nella gestione amministrativa a causa dei numeri ristretti in consiglio comunale, potrà essere ricattabile politicamente da uno dei sette fedelissimi consiglieri, creando ancora di più sfiducia nelle istituzioni democratiche.»

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