lunedì , 25 marzo 2019
Un filosnodato Van Hool ExquiCity 18 a TEP (Parma), 2017. Foto: Wikipedia
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Strada Parco: l’Exqui.City 18 T subentra al Phileas. Angiolelli (Greenway) “senza batterie, il motore Diesel funge da motogeneratore”

Pescara – Pubblichiamo integralmente una lettera aperta dell’ Ing. Ivano Angiolelli portavoce comitati greenway Strada Parco che pone una riflessione su i mezzi di trasporto che dovrebbero mettersi in funzione su quel tragitto, Angiolelli interviene dopo la notizia data dal quotidiano “Il Messaggero” circa la possibile decisione di destinare al percorso per il filobus che insiste da Pescara a Montesilvano, l’Exqui.City 18 T della società belga Van Hool, un vettore ‘non equivalente’ al tristemente famoso Phileas olandese e la cui produzione terminò nel novembre 2014, quando l’ APTS (Advanced Public Transport Systems) del gruppo VDL cessò le attività.

Pregiatissimi Signori,

Con tre mesi di ritardo, esce finalmente sul Messaggero di oggi la decisione “riservata” assunta dal Presidente Tonelli il 19 dicembre 2018 sulla Filovia di Pescara.
Anziché risolvere il contratto – stipulato il 21 maggio 2007 con Balfour Beatty Rail – a danno di “Colas Rail Italia SpA”, subentrata ad Alpiq nel ruolo di capofila mandataria dell’ATI appaltatrice gravemente inadempiente, in conformità alla delibera assunta dal Cda TUA con Verbale n.26 del 16 ottobre 2017, il Presidente Dottor Tullio Tonelli ha scelto la soluzione più gravosa della transazione consensuale sbilanciata a favore di controparte.
La scelta di un vettore “non equivalente” al Phileas olandese cessato il 25 novembre 2014 (l’Exqui.City 18 T della società belga Van Hool è sprovvisto di “guida vincolata” indispensabile a fini di sicurezza su una carreggiata di dimensioni inadeguate ad accoglierlo a doppia via di corsa), peserà come un macigno sul superamento della lunga fase dei collaudi propedeutica al rilascio delle autorizzazioni necessarie per la regolare apertura all’esercizio dell’impianto.
Si persiste – con ottusa ostinazione – nel tentativo dannoso, superficiale e maldestro, di sottostimare le numerose criticità strutturali irrisolte di un’infrastruttura (la malmessa Strada Parco di Pescara e Montesilvano, da un ventennio assai apprezzata dai cittadini per l’infungibile funzione sociale che è in grado di garantire a tutela della mobilità dolce e dell’utenza debole), come tale per nulla idonea all’impiego di una metropolitana veloce di superficie in sede riservata. Persino gravata dalla presenza diffusa di barriere architettoniche insuperabili che rendono in atto inaccessibile il servizio di trasporto alle categorie sociali svantaggiate.
Nel merito, la pertinente “prescrizione” alla loro definitiva eliminazione, assunta dal Comitato di Coordinamento Regionale V.I.A. a luglio 2013, risulta del tutto elusa e disattesa. Col conseguente rischio tangibile di pregiudicare il rilascio del “Nullaosta definitivo per la Sicurezza” di cui al DPR 753/80.
A ben vedere, la transazione consensuale intervenuta con “Colas Rail Italia SpA”, approvata dal CdA TUA con Verbale n.43 del 19 dicembre 2018, costituisce un “ricco regalo” all’appaltatore inadempiente, come da esplicita riserva formale del Collegio sindacale dell’azienda trascritta nel medesimo verbale. Sussistono, a parere dell’Organo di controllo, fondati motivi di preoccupazione sulla piena legittimità dell’accordo transattivo deliberato, tutti suscettibili di censura da parte della Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti di L’Aquila.
Ma c’è tanto di più. Vengo al punto.
Quale sarà la versione del filobus Van Hool Exquicity 18 T prevista a Pescara?
Il pezzo pubblicato oggi dal Messaggero, confonde il lettore circa la dotazione tecnica del rotabile scelto in sostituzione del cessato Phileas. In realtà, il filobus Exquicity in circolazione a Parma dal 2014, non è affatto provvisto di batterie di bordo. Il motore Diesel endotermico in dotazione, funge da motogeneratore di corrente utile a sostenere i limitati spostamenti da/verso il deposito, su un percorso filoviario interamente elettrificato.
Ciò premesso, si confida che Tonelli non voglia riproporre a Pescara, su Corso Vittorio Emanuele e Viale Marconi, un filobus che – al pari del cessato Phileas – brucerebbe un litro di gasolio per Km nei lunghi tratti di collegamento sprovvisti di linee elettriche aeree di alimentazione: vale a dire fino al Tribunale, l’Università, l’Aeroporto. Il buon Dio ce ne scampi e liberi!
Quali sarebbero, in tal caso, i benefici attesi sulla qualità dell’aria?
Una filovia dotata di soli 6 Km di percorso elettrificato, com’è quella in costruzione a Pescara, non ha alcun fondamento logico: sia sul piano squisitamente tecnico, sia su quello della sostenibilità economica dell’impianto nel suo complesso (€ 6.54/Km, a fronte di 8 milioni di titoli di viaggio venduti annualmente con un dato di “pura fantasia” stimato da “Cerved Italia” su commissione dello stesso Tonelli). Visto e considerato, poi, che la spesa per l’acquisto dei nove esemplari previsti (7 milioni di Euro), lascerebbe pensare proprio alla versione “Exquicity a gasolio” da immettere in esercizio nei lunghi tratti non elettrificati; posto che la versione “full electric”, dotata di batterie con limitata autonomia, insufficienti a coprire l’intero percorso da servire, sconterebbe un costo d’acquisto di un milione di Euro per ciascuno dei nove esemplari ipotizzati in esercizio.
Morale: se si ama davvero il filobus, occorre avere il coraggio di elettrificare tutte le strade cittadine interessate dal servizio BRT (Bus Rapid Transit); non già i soli sei Km del corridoio verde di Pescara, malamente attrezzati – ormai cinque anni fa – benché privi di sottofondo strutturale idoneo al traffico pesante,  marciapiedi e banchine di fermata a norma, interamente percorribili e accessibili. Altrimenti, molto meglio lasciar perdere, ove le infrastrutture fisse verticali siano ritenute di grave nocumento al paesaggio delle zone centrali di pregio della Città.
Esistono sul mercato internazionale “bus elettrici di ultima generazione”, ben più economici e versatili del filobus convenzionale di antica tradizione, convenientemente meglio impiegabili allo scopo. Con minore spesa, senza danni al territorio e al paesaggio, con indubbi benefici sulla qualità dell’aria e della vita dei cittadini di area vasta.
Tanto sottopongo di buon grado alle conseguenti valutazioni di competenza.
Cordialità

Ivano Angiolelli – portavoce comitati

 

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