lunedì , 25 maggio 2020
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Quote rosa a Montesilvano: Di Sante (PRC) “Giunta illegale”

Secondo Di Sante la normativa è chiara e la giurisprudenza in merito è consolidata. “Nelle giunte dei comuni con popolazione superiore ai 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico (articolo 1, comma 137, legge 7 aprile 2014, n. 56). Nel calcolo degli assessori va incluso anche il sindaco, a garanzia della rappresentanza di genere (Circolare Ministero dell’interno n. 6508 del 24 aprile 2014).

L’attuale giunta comunale di Montesilvano si compone di 6 assessori ( 4 uomini e 2 donne) più il sindaco Ottavio De Martinis per un totale di 7 componenti. Il 40% di 7 è 2,8 per arrotondamento aritmetico diventa 3. La giunta è fuori legge. Gli uomini rappresentano il 71% e le donne solo il 29%”.

Di Sante nella nota ricorda come lo statuto comunale di Montesilvano si prefigge: “la promozione, l’attuazione di azioni positive per le donne, che rimuovendo gli ostacoli esistenti alla realizzazione della pari opportunità, tendano a favorire l’occupazione femminile e l’uguaglianza sostanziale fra uomini e donne.”

“È bene ricordare che diverse sentenze ribadiscono che una equilibrata presenza dei sessi in Giunta,  non attua solo il principio di uguaglianza sostanziale ma è corollario di buon andamento e imparzialità della Pubblica Amministrazione”.  Aggiung il segretario PRC “Non è solo un deficit di democrazia ma di funzionalità. E alcune di queste sentenze si spingono ancora oltre affermando che l’equilibrio di genere si sostanzia in termini quantitativi e qualitativi, in un mix di numeri e importanza delle funzioni attribuite.

Non è una una questione di numeri, percentuali o virgole. La questione è semplice questa giunta come quelle che l’hanno preceduta manca di uno sguardo femminile sulla città e sulle sue problematiche. Bastano le foto dei “tavoli politici” plasticamente di soli uomini, a ricordare che le poltrone le decidono gli uomini e basta, e se non trovano l’accordo sacrificano le donne. Risparmiateci il discorsetto sulle competenze e sugli incarichi fiduciari del sindaco, perchè l’unico criterio che conoscete è quello del voto in più”.

Di Sante ricorda comeRifondazione Comunista abbia già vinto in passato un ricorso al Tar contro la Giunta Di Mattia di centrosinistra (http://www.corradodisante.it/?p=1133), proprio per il mancato rispetto dell’equilibrio di genere «nei prossimi giorni sottoporremo il caso alla consigliera regionale di parità Alessandra Genco. Predicano legalità ma ignorano leggi e statuti. Il centrodestra leghista ha battezzato un nuovo slogan: ”Prima la poltrona agli uomini!”».

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