lunedì , 21 ottobre 2019
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Pescara, piano generale del verde comunale: le associazioni “diventi parte integrante del PRG”

Pescara

Mentre in città non si arresta il taglio indiscriminato di alberi in modo opaco ed estemporaneo,
giunge a sorpresa la notizia che il Comune di Pescara intende finalmente procedere alla redazione
di un “Piano generale del Verde Urbano”. E’quanto annunciano in una nota congiunta le associazioni Archeoclub – Italia Nostra – I Gufi – Miladonnaambiente – Conalpa – Ecoistituto Abruzzo – La Galina Caminante
– Comitato Oltre Il Gazebo No-Filovia – Forum H20 – Le Majellane – Pro Natura Abruzzo.

Per le associazioni ciò potrebbe segnare una svolta nelle modalità di gestione del verde nella nostra città passando da
pratiche che definiscono: “discontinue e improvvisate, spesso inquietanti, a modalità di intervento sistematico e
programmato, peraltro in un settore e una materia sempre più strategici per garantire benessere e
qualità urbana, biodiversità e la necessaria resilienza nella prospettiva dei mutamenti climatici in
atto.
D’altra parte, dopo l’emanazione delle “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” (L. 10/2013) il
Ministero, attraverso lo specifico comitato previsto dalla legge, ha più volte emanato linee guida e
di indirizzo per la gestione del verde comunale con particolare attenzione alla pianificazione
sostenibile.
Purtroppo a Pescara si parte “con il piede sbagliato”:
– senza un documento di indirizzo che definisca in termini circostanziati rispetto alla nostra
realtà, finalità e obiettivi del piano,
– senza la definizione di un percorso metodologico che assicuri la trasparenza del processo,
garantisca la partecipazione dei cittadini, e preveda le modalità di raccordo e interconnessione
con la pianificazione urbana,
– senza una chiara definizione delle competenze da porre in campo, per un impegno che
coinvolge inevitabilmente differenti ambiti disciplinari,
– senza la predisposizione di un corredo conoscitivo di base, a partire dal censimento del verde,
presupposto indispensabile per l’attendibilità delle scelte.
A tutto ciò si aggiunga una previsione di spesa risibile, 4000 euro per 125 ore di impegno di due
professionisti, del tutto inadeguata rispetto alla complessità dello strumento, anche nell’ipotesi che
ci si avvalga di personale interno all’Amministrazione.
Questa scelta denota da parte dell’amministrazione una certa sottovalutazione dell’argomento sia
per l’impegno e il risultato, sia dell’importanza che il piano dovrebbe assolvere nella pianificazione.
Infatti il ruolo del verde, quale fornitore di servizi ecosistemici essenziali per la vita della città, è
ormai noto e nella consapevolezza di tanti ma, purtroppo, non è ancora avvertita dai Nostri
amministratori.
Per quanto sopra le associazioni scriventi chiedono di procedere alla redazione del Piano del Verde,
celermente come la realtà richiede, ma con una sostanziale revisione degli adempimenti compiuti in
termini di contenuti e di previsioni di spesa.
Un Piano che costituisca parte integrante del PRG in modo che lo strumento urbanistico generale
possa assumere la configurazione di Piano per reti e temi integrati di cui quello del verde è
elemento decisivo”.

 

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