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Assemblea Costitutiva della Nuova Pescara: il M5S “dal centro destra poche idee e ben confuse”, “sfogatoio del “fronte del NO”

Il M5S resta saldo e coerente al fianco della volontà elettorale dei cittadini 

Pescara, 20 settembre 2019 – Si è svolta ieri, giovedì 19 settembre 2019, la seconda Assemblea Costitutiva della Nuova Pescara, chiamata a dare il via alle operazioni di avvicinamento a quella che dovrebbe essere la più grande fusione tra Comuni nella storia del nostro Paese. Condizionale d’obbligo, dopo aver ascoltato le parole di chi è intervenuto ieri in aula.

«Poche idee e ben confuse. Questa è la posizione del centro destra sul tema della Nuova Pescara – tuonano i consiglieri del Movimento 5 Stelle di Pescara Erika Alessandrini, Paolo Sola, Massimo Di Renzo e Giampiero Lettere – Mentre il consigliere della Lega Vincenzo D’Incecco, che per chiare esigenze di restituzioni elettorali nella sua presa di posizione sembra essere più un consigliere aggiunto di Montesilvano che un eletto di Pescara, paventa una modifica della legge regionale per rinviare o interrompere il processo di fusione, Masci si accalora per sostenere il processo di fusione della grande Pescara con la speranza di divenirne, magari, sindaco. Accanto a loro la destra di Forza Italia e Fratelli d’Italia, che sostengono in un Comune di essere a favore e negli altri di essere contrari, e che in Regione evitano l’argomento come fosse un focolaio di peste, tanto che Sospiri e Marsilio arrivano a dichiararsi tecno-lesi pur di non rispondere alle richieste fatte dal Comune di Pescara sul tema. In tutta questa confusione, di certezza ne rimane una sola: del parere di migliaia di cittadini che si sono espressi per la nuova, grande Pescara, non interessa a nessuno di loro. Mentre si dimostra lampante l’ipocrisia del centrodestra che dovrà smentire uno dei suoi due Sindaci – De Martinis sostenitore del no o Masci sostenitore del sì, il Movimento 5 Stelle rimane l’unica tutela del referendum popolare e della democrazia, strapazzata da tutta la vecchia politica solo per esigenze elettorali o di bottega».

«Abbiamo assistito ad un vero e proprio sfogatoio del “fronte del NO” – proseguono i consiglieri del M5S di Montesilvano Paola Ballarini, Gabriele Straccini e Raffaele Panichella, insieme alla consigliera M5S di Spoltore Filomena Passarelli  – In barba alla volontà popolare espressa nel referendum consultivo del 2014ancora dobbiamo ascoltare da parte di tanti amministratori di Spoltore e Montesilvano – in primis il sindaco De Martinis – che i cittadini avrebbero votato con leggerezza e pressappochismo. Quel referendum fu accorpato alle elezioni comunali del 2014 in cui molti degli “urlatori del NO” furono eletti da quegli stessi cittadini che contestualmente e nella medesima cabina elettorale si espressero per il referendum, e che ora si vogliono far passare come disinformati o superficiali. Se il voto per il SI al referendum era miope e precipitoso allora lo è stato anche per i voti che hanno eletto consiglieri comunali, regionali ed europei, magari anche per i voti espressi per eleggere chi ieri era in aula a lamentarsi, rischiando così, per l’inerzia e il campanilismo, di consegnare i nostri Comuni nelle mani di un commissario».

Il Movimento 5 Stelle nei 3 Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore resta saldo e coerente al fianco della volontà elettorale di centinaia di migliaia di cittadinie pronto a lavorare per assolvere tutti gli obblighi imposti da una legge che vige da più di un anno e rispetto alla quale ancora nulla è stato fatto.

«Non possiamo assistere ancora al teatrino di chi sostiene che la fusione non serve per aggregare, integrare e migliorare i servizi delle nostre città e poi non fa nulla per mettere in pratica ciò che gli strumenti di legge già oggi permettono – concludono i consiglieri pentastellati dei tre Comuni al completo – Non permetteremo che i nostri Comuni vengano commissariati per l’inerzia di amministratori miopi e pigri, incapaci di vedere in grande e di cogliere le straordinarie opportunità di qualcosa di unico e mai sperimentato nel nostro Paese».

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