martedì , 1 Dicembre 2020

Impianto BRT sulla strada Parco, oggi a Pescara le ragioni dei Greenway ascoltate in Commissione Garanzia

Pescara – Questa mattina i comitati greenway invitati dal Presidente Piero Giampietro, hanno avuto finalmente l’opportunità di rappresentare compiutamente – nell’ambito della Commissione comunale Controllo e Garanzia i principali motivi di preoccupazione che a loro giudizio subordinato impediscono il regolare completamento dell’impianto BRT in costruzione irregolare sulla Strada Parco di Pescara.

Un corridoio verde a prevalente destinazione ciclo pedonale, insieme al Lungomare simbolo identificativo assai apprezzato dai pescaresi, che svolge da più di un ventennio una preziosa infungibile funzione sociale a beneficio della classi sociali più deboli, degna di miglior tutela. Che secondo i greenway verrebbe viceversa irrimediabilmente compromessa dall’avvento di un impianto BRT su cui insistono numerose criticità tecniche ed economiche, mai risolte dagli addetti ai lavori.

I motivi di preoccupazione dei comitati cittadini, riassunti in alcuni quesiti scritti posti al RUP della Filovia, ingegner Michele Valentini, attengono essenzialmente a un tracciato che, per la peculiare configurazione dei luoghi, per i greenway mal si presta ad accogliere in sicurezza ed efficiente funzionamento una metropolitana veloce di superficie.


«Lì dove trentatré anni fa c’era il binario unico della dismessa Ferrovia Adriatica, decentrata opportunamente a Ovest – con l’impiego di ingenti risorse economiche – dalla buona Politica lungimirante, non potrà oggi tornare un tram su gomma elettrificato a doppio binario come quello ipotizzato dalla Stazione appaltante TUA SpA con incredibile leggerezza.» Affermano i portavoce dei comitati cittadini Antonella De Cecco, Roberto De Pamphilis e Ivano Angiolelli.
«Un danno storico irreparabile per la Città di Pescara e i suoi abitanti, con zero benefici per la mobilità sostenibile e la qualità dell’aria, ammesso e non concesso che l’impianto fantomatico sia, chissà come e quando, idoneo al superamento con esito favorevole della lunga fase dei collaudi.

Esiste a portata di mano e di diritto l’opportunità straordinaria di poter risolvere il contratto con l’appaltatore inadempiente, rendendo subito esecutiva la delibera conforme assunta dal CdA TUA il 16 ottobre 2017.
Lo ha deciso in questi giorni la Città di Verona per le medesime ragioni ancor più valide a Pescara.
Il sindaco Carlo Masci faccia altrettanto per il bene superiore dei pescaresi».

Nelle more, i comitati confidano che la Commissione tecnica del Ministero dei Trasporti, convocata il 3 novembre prossimo, disponga degli elementi di giudizio utili alla bocciatura in via definitiva dell’apocalittica Filovia incompiuta di Pescara.

I 10 QUESITI DEI GREENWAY PER IL RUP DELLA FILOVIA

1) Perché spendere 2 milioni di Euro di soldi pubblici per ricostruire in profondità il pacchetto stradale del corridoio verde ciclo pedonale di Pescara se i lavori della Filovia sono completi al 98 per cento, come dichiarato dai tecnici TUA (non dal MIT) alla Sezione Nazionale di Controllo della Corte dei Conti, giusta relazione resa dai magistrati contabili a fine marzo 2017 sullo stato di applicazione in Italia dei fondi pubblici erogati dalla Legge n.211/1992, con la Filovia incompiuta di Pescara giudicata tra i peggiori appalti pubblici d’Italia?

2) Perché è stata resa nell’occasione una dichiarazione palesemente infedele, se non per eludere il previsto intervento della Magistratura contabile in tempo utile per rimediare alle troppe criticità tecnico-economiche irrisolte accertate a carico di un progetto clamorosamente sbagliato?

3) Risulta agli atti del procedimento una dichiarazione pubblica, resa nel 2012 dal RUP ingegner Pierdomenico Fabiani al dirigente tecnico architetto Fabrizio Trisi del Comune di Pescara, circa l’idoneità del tracciato (già sedime della Ferrovia Adriatica dismessa il 31 gennaio 1988), a garantire il regolare funzionamento dell’impianto per almeno venti anni di esercizio effettivo.
Perché, anche in quel caso, è stata resa una dichiarazione gravemente infedele, se non per favorire la prosecuzione di lavori palesemente irregolari così ingannando il sindaco di Pescara principale beneficiario dell’opera pubblica incompiuta?

4) Perché non sono stati mai resi noti – nonostante le legittime richieste reiterate di accesso agli atti avanzate dal Consigliere comunale Antonio Blasioli col benestare del Difensore civico Avvocato Giovanni Stramenga – i risultati dei carotaggi sul fondo stradale eseguiti ad aprile 2012 dalla società specializzata “STS Mobile Srl” di Ancona, se non per favorire indebitamente la prosecuzione di lavori palesemente irregolari?

5) Dove pensa il RUP Valentini di dislocare – in conformità al capitolato prestazionale degli appalti pubblici della specie – il sottoservizio della condotta di gas metano che insiste al centro del tratto pescarese di Strada Parco?

5bis) Quale destinazione d’uso finale sarà riservata agli accessi pedonali che affacciano sul marciapiede lato Mare della Strada Parco, che consentono da più di vent’anni la libera circolazione dei residenti nel passaggio bidirezionale Mare-Monti?

6) A chi gioverà disperdere risorse pubbliche preziose per abbattere il pregevole verde pubblico consolidato a dimora sul lato Mare della Strada Parco (alberi ad alto fusto e siepe continua sempreverde), per far posto alle più modeste mattonelle in calcestruzzo a finitura di un marciapiede fuori norma, che permarrà tale in ogni caso, perché non percorribile, né accessibile, nella sua intera estensione? Un danno gratuito inaccettabile e ingiustificato che si aggiungerà ai danni da procurare al decoroso stato dei luoghi nel tentativo improbabile di rimuovere le centinaia di barriere architettoniche, per la gran parte insuperabili, che discriminano e discrimineranno in futuro l’accesso dei portatori di disabilità a un servizio pubblico essenziale costituzionalmente garantito.

7) Dalla stampa si apprende che, sulla base delle dichiarazioni rese in Commissione Controllo e Garanzia, il tempo di percorrenza del filobus, nel tratto di pertinenza del primo lotto che va dal Palacongressi di Montesilvano alla vecchia Stazione Centrale di Pescara, sarà di soli 15 minuti.
Quale sarà, allora, la velocità di punta che il vettore raggiungerà sulla Strada Parco e quali presidi fisici di protezione saranno adottati a tutela della incolumità pubblica di tutti gli utenti della strada?

8)Come pensa il RUP Valentini di conseguire il collaudo essenziale per la sicurezza di esercizio con un vettore privo di vincoli a terra di assistenza alla guida in esercizio su una carreggiata larga appena sette metri, anziché m 7.50 di minima previsti dal
Codice della strada per i sistemi BRT, se in prossimità delle banchine di fermata di Via Vincenzo Gioberti la Strada è larga solo m 6.40?
Nel merito, a maggio 2015 il Presidente GTM dell’epoca, dottor Michele Russo, ha rifiutato formalmente il filobus autosnodato Full electric del tipo TrolleyBus IV della società svizzera “Carrosserie HESS”, perché privo di guida magnetica vincolata non più disponibile dopo la cessazione del PHILEAS olandese titolare del brevetto a produzione esclusiva dominante, come tale non più disponibile sul mercato internazionale dei filobus e “non equivalente” al Phileas ai sensi del Codice degli appalti pubblici.
Com’è possibile che un requisito tecnico di tale rilevanza, giudicato essenziale e determinante a luglio 2006 in sede di aggiudicazione della gara d’appalto a rilevanza europea bandita nel 2004, venga oggi trascurato e svilito ai fini del conseguimento della indispensabile sicurezza di esercizio ai sensi dell’art.3 DPR 753/80?

9) In Commissione, il RUP Valentini ha dichiarato che le quaranta banchine di fermata – in atto alte 30 cm a misura del pianale del cessato Phileas – saranno smantellate e ricostruite all’altezza standard di 15 cm, così da poter accogliere all’occorrenza anche i bus a metano delle linee urbane.
Sennonché il pianale del filobus autosnodato prescelto, del tipo Van Hool Exqui.City 18 T è alto 33 cm.
Come pensa il RUP di superare il collaudo specifico dell’accostamento a raso alle banchine di fermata, tipico dei sistemi BRT, onde favorire al meglio l’accesso a bordo delle carrozzine dei disabili, mamme con passeggino, anziani con difficoltà di deambulazione, viaggiatori con trolley al seguito?

10) Dove, come e quando, il RUP Valentini pensa di realizzare l’autostazione per gli 80 autobus in entrata a Pescara da Nord, stimati dal Professor Luciano D’Amico ai tavoli tecnici regionali del 2015, insieme al parcheggio scambiatore per le 5mila auto private che s’intenderebbe catturare dalla strada, a beneficio indispensabile di un sistema BRT dal costo di gestione di Euro 5,65/km?

Nel merito, l’autostazione prevista a Montesilvano con i fondi Masterplan contiene solo 8 stalli, mentre il parcheggio scambiatore coesistente è dato come “già acquisito nella disponibilità TUA” nel PUMS elaborato e fatto approvare dal Consiglio comunale di Pescara dall’ex assessore, Professor Stefano Civitarese Matteucci.
Ai comitati risulta che sussiste al capolinea Nord un parcheggio di un centinaio di posti auto, generalmente occupati dai clienti e dal personale dei Grandi Alberghi.

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