martedì , 25 giugno 2019
La cartina del WWF con la situazione delle concessioni al 2019 dalle quali si evince come il mare Adriatico cominci finalmente a liberarsi dalla pressione petrolifera.
Home » Focus » Ambiente » La Petroceltic se ne va, resta Elsa. 4 le istanze di rinuncia nei nostri mari presentate dalla compagnia petrolifera

La Petroceltic se ne va, resta Elsa. 4 le istanze di rinuncia nei nostri mari presentate dalla compagnia petrolifera

Pescara – Il WWF Abruzzo condivide la gioia di tutti coloro – cittadini, associazioni, studiosi e realtà economiche -che per anni si sono battuti contro la petrolizzazione dei nostri mari e delle nostre terre nell’apprendere la decisione della Petroceltic di abbandonare quasi totalmente le acque antistanti l’Abruzzo.

Sarà opportuno dare uno sguardo al recente passato per ricordare che nel 2010 la Petroceltic avrebbe voluto “colonizzare” l’Adriatico con ben 9 suoi progetti petroliferi che interessavano interamente o parzialmente il mare di fronte alle coste abruzzesi mentre oggi ne è rimasto soltanto uno: Elsa -BR268 RG-. La Petroceltic ha presentato infatti ben 4 le istanze di rinuncia, tre relative a Permessi di Ricerca, e una Istanza di Permesso di Ricerca.
«Il WWF – commenta Fabrizia Arduini, referente per l’energia dell’Associazione del Panda – se le ricorda bene, impegnato com’è, in prima linea e su più fronti, già dal 2007 per bloccare l’avanzata delle compagnie petrolifere, tra cui ovviamente la Petroceltic. Un lavoro straordinario, che è stato possibile grazie anche al supporto scientifico di qualificati docenti universitari come Francesco Stoppa e Francesco Brozzetti, sia nella stesura delle osservazioni in sede di Valutazione di Impatto Ambientale, che nelle conferenze divulgative tenute insieme alla scienziata Maria Rita D’Orsogna e ad altri. Di strada se ne è stata percorsa veramente tanta, tra osservazioni in opposizione ai progetti, ricorsi al TAR, manifestazioni pubbliche e conferenze informative. Per 2 tra i 4 progetti petroliferi che in questi giorni hanno lasciato i nostri mari, il WWF si è impegnato anche a livello giuridico vincendo un ricorso al TAR nel 2012, insieme a LIPU, Legambiente e  FAI, costringendo l’azienda a riavviare da capo la Valutazione di Impatto Ambientale. Ci piace pensare che i signori del petrolio si siano veramente stancati, tra il prezzo al barile che non sale a tal punto da rendere appetibili anche i nostri piccoli giacimenti e le vicissitudini legate a percorsi amministrativi osteggiati da miriadi di osservazioni. Gli abruzzesi si sono dimostrati tutt’altro che quel popolo mansueto che solo qualche anno fa le compagnie petrolifere descrivevano ai propri azionisti… Ma ancora di più siamo soddisfatti della scelta della Petroceltic che pare abbia deciso di investire nelle energie alternative per abbandonare il fossile. Forse, ed è questa la nostra speranza per il bene di tutti, anche loro hanno finalmente compreso che non abbiamo un pianeta di riserva».
La cartina WWF con le concessioni nel 2010, raffrontata a quella in apertura dell’articolo è evidente come oggi la pressione sull’ambiente stia diminuendo

Guarda anche

Pepe all’attacco sulla sospensione degli abbattimenti dei cinghiali in provincia di Teramo -VIDEO

L’Assessore Imprudente ha confermato che il Dipartimento Politiche dello Sviluppo Rurale e della Pesca, dallo scorso febbraio, ha sollecitato più volte la Provincia di Teramo per chiedere il motivo dell’interruzione dell’attività di controllo dei cinghiali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

tre × 4 =